giovedì, gennaio 07, 2010
Verso la sentenza di primo grado
Intanto, prima di nominare un suo perito, il giudice ha deciso di risentire la testimonianza della dottoress Onnis, che partecipò all'autopsia di mio padre, mentre il primario Antonio Maccioni si era avvalso della facoltà di non rispondere, la prossima udienza è fissata per il 14 gennaio...
Onestamente non so come si esprimerà il giudice...penso solo a tutto quello che è successo in questi anni, a quelle volte che mi è sembrato tutto inutile, che ho sentito lo sconforto prendere il sopravvento...e di quando ho letto notizie come quella della signora Raffaella, che leggendo della vicenda di mio padre ha trovato la forza per denunciare la morte del figlio...o di quando in una conferenza dibattito pubblico sulla salute mentale una ragazza quasi mia coetanea ha raccontato la sua personalissima e tragica vicenda, di come la sua malattia è stata sfruttata...non voglio entrare nei particolari, posso solo dire che lei mi ha fatto commuovere e piangere, soprattutto quando ha detto che la forza e il coraggio di denunciare il suo aguzzino gliela avevo insegnata io!?!
Già, il vero punto è questo...mio padre è morto, io ovviamente voglio sapere in che modo e perchè, ma la cosa più importante è che il processo, o i processi a questo punto, che a oggi sono diventati tre...facciano, parlare, discutere, interrogare, rifflettere le persone su cosa sia il disagio mentale, sul fatto che siano malati da curare, che hanno dei diritti...sperando che a nessuno più tocchi la stessa sorte.
lunedì, giugno 22, 2009
Il 13 febbraio 2008 si è svolta l’udienza preliminare dove il giudice ha deciso di rinviare a giudizio di due medici ora imputati per omicidio colpo per la morte di Giuseppe Casu, la psichiatra Maria Rosaria Cantone e il Primario Gian Paolo Turri.
A seguito di questa decisione la Asl decide, applicando una norma del contratto, di sospendere il Primario di Psichiatria in forma cautelativa, senza definire un periodo stabilito, che potrebbe essere di un massimo di 5 anni.
Si legge in una nota del comunicato stampa :
“La gravità dei fatti contestati dall’autorità giudiziaria al dottor Turri, oltre allo stesso rinvio a giudizio, può indurre un giustificato allarme sociale idoneo a creare negli uttenti diffidenza nei confronti del servizio pubblico. L’azienda ritiene per tanto utile la sospensione cautelativa del dottor Turri dal servizio dove si sono verificati questi fatti al fine di riportare serenità all’interno di un reparto che deve salvaguardare il benessere dei pazienti, dei familiari, dei medici e degli operatori che prestano un lodevole servizio”. ( fonte Unione sarda 04.03.08)
Come vi ho già brevemente accennato, durante le indagini preliminari si è scoperto che i reperti anatomici consegnati risultarono essere quelli di un altro uomo, da qui nasce l’inchiesta bis che vede indagati il primario di Anatomia Patologica Antonio Maccioni e il tecnico di laboratorio Stefano Esu.
Il Gip Daniela Amato emette un ordinanza di custodia cautelare, arresti domiciliari, nei confronti di Antonio Maccioni per evitare che si possano inquinare le prove, di conseguenza viene anche sospeso dal lavoro.
Con la fine delle indagini preliminari, terminano gli arresti domiciliari, e decadono i motivi della sospensione da lavoro che cessa di conseguenza.
In seguito, 28.04.08, la Asl sospende anche il primario di Anatomia patologica Antonio Maccioni ma con una scadenza temporale alla fine del quale i nuovi vertici della Asl hanno deciso di revocare sia la sospensione di Maccioni, che quella di Turri che rientreranno a lavorare il 16 maggio.
A seguito di queste notizie l’asarp scrive un comunicato:
PER OPPORTUNA CONOSCENZA INVIAMO IL TESTO DELLA NOTA INDIRIZZATA ALLA DIREZIONE GENERALE DELLA ASL N°8 DI CAGLIARI SUL REINTEGRO DI TURRI E MACCIONIDISTINTI SALUTILA PRESIDENTE DELL'ASARP GISELLA TRINCAS
Al Direttore Generale della ASL n°8 di Cagliari
L'Unione Sarda ha pubblicato oggi la notizia del reintegro del Dott.Turri e del Dott.Maccioni evidenziando quella che parrebbe la dichiarazione ufficiale della ASL 8 "Vogliamo ristabilire un fattivo clima di dialogo". All'opinione pubblica viene quindi trasmesso un messaggio chiaro e inquietante: " la loro sospensione era figlia di un clima di scontro nell'ambito della Psichiatria" .I nostri familiari fortemente preoccupati del clima che invece si andrà a creare nei servizi di salute mentale (se il Dott.Turri dovesse rientrare in SPDC come qualcuno sostiene), che con fatica hanno iniziato a modificare le loro pratiche coercitive e inumane, chiedono di poter incontrare con ogni urgenza le SS.LL. per capire quale è "il nuovo corso" che l'Azienda Sanitaria n°8 intende perseguire in salute mentale di cui parla l'Unione di oggi. Riteniamo che gli operatori dei servizi di salute mentale siano al servizio della collettività e la loro condivisione degli obiettivi debba assolutamente prescindere dal reintegro o meno dei medici sotto processo per un fatto di inaudita gravità.Vogliamo appena sottolineare che tali "metodologie di cura" sono state praticate e difese dal Dott.Turri nonostante siano in aperta violazione dei diritti umani e di qualunque scienza che voglia essere al servizio dell'umanità.Certi che troveremo nelle SS.LL. il necessario ascolto, restiamo in attesa di cortese riscontro.
Gisella Trincas Presidente Asarp
E poi il 10 maggio sfogliando l’Unione sarda leggo che sono stati ritrovati dei vetrini istologici che potrebbero appartenere a mio padre, da li l’intervista presso radio press.
Per chi l’avesse persa ecco la trascrizione:
“La mia speranza è che la magistratura chiarisca, in primo luogo se questi ritrovamenti appartengano a mio padre, in secondo luogo come mai siano stati ritrovati ora dopo tre anni, perché anche questo è un interrogativo logico, e poi mi chiedo come mai lo leggo da un giornale”
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090512&Categ=13&Voce=1&IdArticolo=2348619
"Con oggi sono passati tre anni dalla tua morte, nulla potrà cancellare questo fatto, ne tanto meno riportarti in vita, ma spero che tu non sia morto invano...ma soprattutto che nessuno più come te venga trattato..."
Ciao papà...
mercoledì, maggio 06, 2009
Incontro pubblico
viale Monastir 15 Cagliari presso la sala riunioni della CGIL.
GIUSEPPE CASU MUORE LEGATO IN UN LETTO DEL SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA DI IS MIRRIONIS A CAGLIARI.
ERA STATO RICOVERATO CONTRO LA SUA VOLONTA’ ED E’ RIMASTO LEGATO AL LETTO DI CONTENZIONE PER 7 GIORNI.
LA CAUSA DELLA MORTE E’ TROMBOEMBOLIA POLMONARE.
LE SUE PARTI ANATOMICHE SONO SPARITE E ALLA MAGISTRATURA SONO STATE CONSEGNATE QUELLE DI UN ALTRO UOMO.
SU QUESTI GRAVI E INQUIETANTI FATTI INDAGA LA MAGISTRATURA E SONO IN CORSO DUE PROCESSI.
VI INVITIAMO A PARTECIPARE AD UNA ASSEMBLEA DIBATTITO PER DISCUTERE DEGLI AGGIORNAMENTI SUL CASO E SULLA PREOCCUPANTE SITUAZIONE DELLA PSICHIATRIA SARDA.
Il comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu
Asarp (Associazione Sarda per l’ Attuazione della Riforma Psichiatrica)
